Cianotico e livido
ma è il mio bambino
sembra quasi un aborto
ma è il mio bambino
dorme un sonno di negazione
ma è il mio bambino
sembra quasi non schiuderà mai gli occhi
ma è il mio bambino
e che il soffio vitale
gli sfugga dalle labbra
ma è il mio bambino
Shakti
divina madre
alimento dei miei alimenti
seno materno a cui io m'attingo
riponi la tua luce sulla piccola creatura
cianotica e piena di lividi
è il mio bambino
e io me ne prenderò cura
giovedì 28 luglio 2011
mercoledì 27 luglio 2011
Quante cose che chiama il silenzio.
cose che non volevi sapere
cose seppellite nel profondo della coscienza
segregate nel punto vivo
dove la carne respira.
Silenzio
amico rivelatore
così crudele
e necessario
perchè le voci seppellite nell'oscuro della mia coscienza
possano tornare
e parlami
indirizzarmi
ricordarmi
di me stessa.
il silenzio arriva
come un urlo
a risvegliarmi
a me stessa.
Quel silenzio che
nell'oscurità di una camera buia
ti tiene gli occhi spalancati al soffitto.
E ti rendi conto
di cosa
non è possibile.
cose che non volevi sapere
cose seppellite nel profondo della coscienza
segregate nel punto vivo
dove la carne respira.
Silenzio
amico rivelatore
così crudele
e necessario
perchè le voci seppellite nell'oscuro della mia coscienza
possano tornare
e parlami
indirizzarmi
ricordarmi
di me stessa.
il silenzio arriva
come un urlo
a risvegliarmi
a me stessa.
Quel silenzio che
nell'oscurità di una camera buia
ti tiene gli occhi spalancati al soffitto.
E ti rendi conto
di cosa
non è possibile.
lunedì 27 giugno 2011
Canto alla Dea
A questa madre prodiga e terribile io rigenero i voti e
assunte le sembianze crudeli della Dea vendicativa
al suo fianco avanzerò
perchè Ella è al di sopra dei mortali
e a lei ho consacrato la mia eterna presenza.
Piccole misere vite gonfie di piaceri inconsistenti
si areneranno impotenti sulle rive di una finta esistenza.
E il giorno alla fine di tutto,
nel dissolversi come polvere al vento,
sarà loro concessa la visione del paradiso.
Perduto per sempre.
assunte le sembianze crudeli della Dea vendicativa
al suo fianco avanzerò
perchè Ella è al di sopra dei mortali
e a lei ho consacrato la mia eterna presenza.
Piccole misere vite gonfie di piaceri inconsistenti
si areneranno impotenti sulle rive di una finta esistenza.
E il giorno alla fine di tutto,
nel dissolversi come polvere al vento,
sarà loro concessa la visione del paradiso.
Perduto per sempre.
domenica 29 maggio 2011
le ragioni del mio amore
il tuo cuore freddo mi fa male
mi fa sentire sola
e umiliata
quanto vorrei abbracciarti
e rimanere così
pazientemente
fine a che non si sciolga il ghiaccio che hai nel cuore
non sono una cattiva persona
io potrei sostenerti
ti sosterrei
senza lasciarti cadere
m'inzupperei di tutto quel liquido che non è più freddo
per starti vicina
curarti
salvarti
per essere amata
da te
mi fa sentire sola
e umiliata
quanto vorrei abbracciarti
e rimanere così
pazientemente
fine a che non si sciolga il ghiaccio che hai nel cuore
non sono una cattiva persona
io potrei sostenerti
ti sosterrei
senza lasciarti cadere
m'inzupperei di tutto quel liquido che non è più freddo
per starti vicina
curarti
salvarti
per essere amata
da te
ogni volta
il giro s'è compiuto di nuovo
un'altra promessa
un'altra presa in giro
un altro eccitamento
un'altro abbandono
un' altra attesa disattesa
di nuovo un cuore infranto
il mio
e la ferita che ho qui sullo stomaco
di nuovo fresca
aperta
non riesco ad uscire dalla giostra
ogni volta che ne scendo sto male
ma poi ci risalgo
e ci risalgo
e ci risalgo
e ogni volta è sempre uguale
ma il dolore no
il dolore è ogni volta più forte
ogni volta lo stesso
ma ogni volta più intenso
la stressa umiliazione
lo stesso abbandono
le stesse speranze infrante
la stessa sensazione di non esistere
si sommano a tutte quelle accumulate in precedenza
sempre le stessse
sempre uguali
sempre più forti
e ho l'impressione che quasi non ce la faccio più
ho l'impressione che quasi mi viene da vomitare
ho l'impressione di morire sotto il peso di questo dolore
che si fa ogni volta sempre più ottuso
sempre più assoluto
sempre più schiacciante
sempre più senza senso
sempre più
...
e chiudo gli occhi per guardare la faccia di questo nuovo dolore
ogni volta diversa
ma mi sembra che poi alla fine
sia ogni volta la stessa
...
un'altra promessa
un'altra presa in giro
un altro eccitamento
un'altro abbandono
un' altra attesa disattesa
di nuovo un cuore infranto
il mio
e la ferita che ho qui sullo stomaco
di nuovo fresca
aperta
non riesco ad uscire dalla giostra
ogni volta che ne scendo sto male
ma poi ci risalgo
e ci risalgo
e ci risalgo
e ogni volta è sempre uguale
ma il dolore no
il dolore è ogni volta più forte
ogni volta lo stesso
ma ogni volta più intenso
la stressa umiliazione
lo stesso abbandono
le stesse speranze infrante
la stessa sensazione di non esistere
si sommano a tutte quelle accumulate in precedenza
sempre le stessse
sempre uguali
sempre più forti
e ho l'impressione che quasi non ce la faccio più
ho l'impressione che quasi mi viene da vomitare
ho l'impressione di morire sotto il peso di questo dolore
che si fa ogni volta sempre più ottuso
sempre più assoluto
sempre più schiacciante
sempre più senza senso
sempre più
...
e chiudo gli occhi per guardare la faccia di questo nuovo dolore
ogni volta diversa
ma mi sembra che poi alla fine
sia ogni volta la stessa
...
lunedì 2 maggio 2011
polli e pollai
Come polletti travestiti da galli,
ci mettono in fila
in ben nutriti pollai
dove
vedendoci in volontaria ostinata attesa
tornano a beccarci quando più li aggrada
e intanto si compiacciono di metterci così
tutte stipate l'una sull'altra
l'una vicina all'altra
in attesa
ed evidente astioso silenzioso conflitto.
Che pena fan loro
e che pena fan le galline
che accettan con rabbiosa rassegnazione
il loro ruolo
da secondarie.
polli che si credono galli
galline che si pensano faraone
pollai incredibilmente affollati
per giochi da pennuti che non volano
ci mettono in fila
in ben nutriti pollai
dove
vedendoci in volontaria ostinata attesa
tornano a beccarci quando più li aggrada
e intanto si compiacciono di metterci così
tutte stipate l'una sull'altra
l'una vicina all'altra
in attesa
ed evidente astioso silenzioso conflitto.
Che pena fan loro
e che pena fan le galline
che accettan con rabbiosa rassegnazione
il loro ruolo
da secondarie.
polli che si credono galli
galline che si pensano faraone
pollai incredibilmente affollati
per giochi da pennuti che non volano
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