domenica 7 novembre 2010

Di un tutto folle
meravigliosa
Liquido abbraccio
Scioglie
Accondiscende
Si

Si
Per i tuoi abbracci
Per la tua pelle
Per il tuo calore che espande il mio
Per quelle cose che non saprei dire
Per quelle cose che non saprei spiegarmi
Per quell’immenso nel momento
Per il calore dentro
Intorno
Per i sogni che mi dai da fare
Per la vita che mi cambi dentro e fuori
Per quella musica che non ascolto ma che sento vibrare
Che mi fai ballare
Che mi fai sorridere
Che mi fai tremare
Si
Si
E ancora si

martedì 2 novembre 2010

lontana da me

Rabbia
Rabbia che devasta e piange
Rabbia che sconfina e impietrisce
Non avrai possibilità di parlarmi
Non con me
Domani piangerò queste parole
Stanotte affogherò nell’angoscia della mia morte
Ma ora mi fermo
Distacco
Non ti sento
E non so che succede
Dentro la bolla
Dentro la bolla
Dove ti vedo ma non sento più niente
Stammi lontano ma resta vicino
Non provocarmi
Sarà presto mattino
E non ricorderò più
E sarò di nuovo io
La vecchia io
Quella che non mi piace
Che da la colpa al destino
Al cretino
Al malandrino
All’approfittatore
All’amico che non è
Alle male intenzioni
Alle tue elucubrazioni
Sento le tue parole e non sento te
Ascolto quel che hai da dire e scompaio davanti a te
Nebbia
Ottundere dei sensi interiori
Minaccia a me stessa
La minaccia sei tu
Che ti presenti così vivo e mi chiedi il conto da pagare
Io non ho soldi
Non ho materia
Non energia
È chiusa dentro me
E non so come farla uscire
Inadeguata
Mi sento distante
Non vorrei cristo giuro non vorrei
E sentirti
La tua sofferenza la tua gioia le tue risa i tuoi perché i piccoli dolori le tue confidenze le mani il torace il corpo la bocca
Niente di me
Annullata
Cazzo rispondi!
Merda mi sono rotta
La mia antenna s’è spezzata
Non ricevo più
May day may day
Ci sei?
Bolla bollicina
Grande e piccina
Non ti vedo ma ti sento
Mi ottundi in un momento
E faccio la rima e una capriola
Ti parlo ossa rotte e sassi in bocca
Io son qui
Io son qui
Ma non mi sento più..
Distante
Che sofferenza
So che ci starò male
E male sto già ora
Che ti ho di fronte
E non riesco a sentirti
E non riesco a sentirmi
E non riesco a farmi sentire..
Ma cazzo non sono morta
Respiro!
Potrei chiederti aiuto
Ma non sei tu
Non sei tu
Che puoi aiutarmi
Dentro di me
Il legame si deve spezzare
La rabbia deve evaporare
Il rancore schizzare
Libertà per me significa che..
E resto in attesa di un qualcosa da ascoltare
Un movimento da aprire
Un’emozione ma più un sentimento
Da comunicarti
Cosa mi sento?
Superiore

domenica 31 ottobre 2010

Lupa
All’istinto mi lascio abbandonata
La voce del cuore mi sussurra piano
Ma a me sembran parole urlate a gran voce..
Dal calar della notte io sono strega
Ferina sento il tuo odore nell’aria
E a caccia vado del tuo seme
Della tua essenza
Del tuo sapore..
..sangue..
Scopro le zanne
Gli artigli  solcano il materasso
e io distesa
Aspetto il momento..
Le mascelle fremono..
Indomita mi contorco
Al desiderio mi lascio sprofondare
Saliva e lingua
Lecco l’immagine ma sembri reale
Corpo cavalca corpo
E il nome si perde..
Urlo alla notte..
Strega sono io..
Offerta al mio medesimo incantesimo..
L’odore del tuo petto..
E non so più chi sono..

Sogno di sangue


Sangue..
Sangue che scorre dal taglio del basso ventre
Su pelle di coscia immacolata
Mi tiene gli occhi sbarrati alla porta
Ho paura
La mano procede
Insegue
Penetra
Stravolge
E la vittima s’accascia
Pozza
Paura
Son io
Io che taglio
Eseguo
Pentetro
M’inseguo
Nella fonda notte
Di me ho paura
Per me non dormo
Della bestia che covo
Delle brame che non riemergo
Spaventoso impulso dio di distruzione
Imbratta le pareti bianche
Occhi spalancati dal terrore
Occhi che cercano d’afferrarsi ad una vita che gli sfugge via..
Brancolo nel mio terrore di me stessa..
Ho paura..
 

giovedì 28 ottobre 2010


occhi da bimbo
spalancati di fronte a un orizzonte
pieno di cose che tu solo vedi
occhi persi nel vuoto pieno delle tue immagini
di madri desiderate
madri
madri
madri
madri giudicanti
madri ossessive
madri penetranti
madri permissive
madri severe
madri paurose
madri da accudire
madri che ti accudiscono
madri da amare
e madri da cui farsi amare..
madri che osservano e giudicano altre madri..
madri che sperano nell’incesto che non si consuma..
e tu figlio..
nel buio delle tue ingenue intenzioni nutri l’illusione
mortale
del potere di controllarle
gestirle
aiutarle..
di essere padre e padrone..
il tuo piccolo cuore
cerca la speranza di un gesto d’amore
un gesto che accolga e che ti riconosca..
che riconosca te nella tua anima e nel tuo essere perfetto..
l’approvazione mai del tutto strappata a colei che fu e che cerchi in loro..
covo di serpi ti sei custodito
affinché un giorno lieta e dolce possa accoglierti l’ultima delle madri
la dolce notte
la lieve morte
Come l’assopirsi fiducioso del bimbo
Accovacciato nel seno materno.

mercoledì 27 ottobre 2010

Manipolazione della Mente per il consenso. Le 10 regole di Noam Chomsky.

Ecco come drogano le nostre menti






La manipolazione mediatica ormai non ha confini. Il consenso politico e quello d'opinione è regolato attraverso ben precise strategie mediatiche che si appoggiano su 10 regole di base. Noam Chomsky ci aiuta a svelare l'inganno
In questi giorni di forte instabilità politica si riaccendono i toni e si rimescolano i temi che hanno animato il calderone mediatico degli ultimi 15 anni: sicurezza, giustizia, economia, tradimento, sesso. Nel nostro Paese succede che molti ingenui continuino ad esempio a meravigliarsi delle boutade del presidente del Consiglio, limitandosi a bollare barzellette e proclami del premier brianzolo come uscite inammissibili, senza considerare quanta macchinazione logica stia dietro ad ogni singola affermazione. Un meccanismo ben oliato a cui fanno ricorso non solo uomini politici, ma esperti di marketing e uomini di potere in genere. Un noto studioso di linguistica come Noam Chomsky ha stilato una lista di 10 regole, che vengono utilizzate per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria. Ecco quali sono:

1-La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4- La strategia del differire

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e per accettarlo rassegnato quando arriverà il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre determinati comportamenti….

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: Res Marche

sabato 23 ottobre 2010

la conferma


Mi risveglio dopo la notte..
speravo mi avrebbe portato il consiglio che volevo..
E invece ha stabilito
confermato
quello che avrei voluto sconfermasse..
La coscienza del crollo
La disillusione..
Sono di nuovo senza un posto
Una casa
Come ieri in fondo
E l’altro ieri
Perché lui non mi ci ha fatto mai entrare
Nella sua casa
Ma restare sull’uscio
E io che m’illudevo..
E mi torna in mente l’uomo dal nome di un eroe
E dal comportamento di un coniglio castrato
E la sua mezza donna
La sua Monica.
Come potevo sconfiggerla?
Si può combattere contro ciò che è visibile alla coscienza umana.
Ma non contro le illusioni
Che sono potenti
Troppo potenti di fronte all'inospitale realtà.
E mi sento con lo stomaco in disordine
In uno spazio definito dal grigio
E stavolta non posso prendermela con nessuno.
Sono triste
Demoralizzata.
Disillusa.
Il mio problema?
Quest’attrazione senza compromessi
Per la verità.
La mia.